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Roxana Del Vecchio

Leave your hat on, olio e acrilico su tela, cm 65×56

Figlia di una mamma argentina ma di sangue ucraina e un papà italiano sono nata a Buenos Aires nel 1971, tempi della dittatura ei desaparecidos.

La realtà dell’Argentina, un paese ricchissimo ma saccheggiato dai suoi governanti, mi ha spinto a cercare nuovi orizzonti. Così, nel 2002 ho deciso di lasciare la terra che mi diede i natali per venire a formar parte di questa meravigliosa comunità italiana ed europea.

Nei momenti di pausa, su un computer nella Biblioteca Centrale dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires, dove lavoravo nella ricerca di informazione scientifica per i medici, cominciai a cercare dove andare quando fossi arrivata in Italia. Nel contesto di un periodo di esodo che attraversava l’Argentina, ho trovato un sito su Internet che tradotto in italiano sarebbe: “me_ne_voglio_andare.com”; una volta scelto il paese nella mappa del mondo, l’Italia veniva suddivisa nelle sue regioni e rispettive provincie con foto e descrizioni di ciascuna. Sulle testate dei giornali argentini dell’epoca si poteva leggere che nella regione del Veneto si cercavano infermiere ed altre competenze. Perciò da subito scelsi questa regione, consapevole di dover trovare un lavoro il prima possibile. Quindi presi le mie due valigie con un po’ di vestiti e molti libri e, per la prima volta, arrivai nel bel paese con l’indirizzo della Caritas in tasca come unico riferimento dove chiedere informazioni.

In quei giorni capivo poco e parlavo niente, ecco perché non capì quando alla stazione di Mestre mi venne detto “Non ci sono i treni. C’è lo sciopero”, e quindi arrivai a Belluno quando erano ormai le nove di sera. Ma quando all’indomani uscì in Piazza Piloni, in centro a Belluno, e mi guardai intorno il sentimento fu immediato: questo è il mio posto.

Così iniziai una nuova vita in questo meraviglioso paese del quale dal primo giorno mi sono innamorata. I suoi paesaggi, la sua gente, il cibo, la sua storia, le tradizioni, l’arte, le grandi menti e le migliaia di artigiani. L’altissima qualità di tutti questi valori inestimabili fanno di questo paese il primo al mondo nonché il più ricco. Ecco il perché della mia scelta. Ecco perché, felice e orgogliosa, ora sono qui.